Fotografie di opere d’arte, pubblico dominio e diritti di riproduzione


Fotografie di opere d’arte, pubblico dominio e diritti di riproduzione

Una fotografia di un’opera d’arte è soggetta a due tipi di diritti di riproduzione:

  • l’opera d’arte, che può essere di dominio pubblico o ancora soggetta a tutela;
  • la fotografia stessa dell’opera d’arte, a sua volta soggetta a diritti d’autore.

Per quanto riguarda le opere d’arte, le leggi sulla tutela dei beni culturali presentano spesso dei limiti nella libera circolazione e fruizione di immagini di esse, anche se ricadenti nel pubblico dominio.

Per quanto riguarda la fotografia, secondo la legge italiana, per rientrare nel campo della tutela dei diritti d’autore, essa deve essere creativa e non una mera riproduzione di un oggetto reale. Purtroppo non è sempre ben chiaro il confine tra mera riproduzione e creazione artistica.

Nel giugno 2014, in Italia, è stato promulgato il decreto ArtBonus (D.l. n. 83/2014 Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo. (14G00095), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 maggio 2014; il provvedimento è entrato in vigore il 1 giugno 2014; il decreto è stato convertito in legge il 28 luglio 2014), che cerca di liberalizzare per quanto possibile l’uso delle immagini di opere d’arte per scopi non di lucro, contenute nei musei nazionali.

La Direttiva 2013/37/UE5 che si occupa della revisione delle norme sull’utilizzo del patrimonio informativo del settore pubblico dichiara che

«Le biblioteche, i musei e gli archivi detengono una notevole quantità di preziose risorse di informazione del settore pubblico, in particolare dal momento che i progetti di digitalizzazione hanno moltiplicato la quantità di materiale digitale di dominio pubblico6. Tali raccolte del patrimonio culturale e i relativi metadati possono costituire una base per i prodotti e servizi a contenuto digitale e hanno un enorme potenziale per il riutilizzo innovativo in settori quali la formazione e il turismo».

A seguito del clamoroso caso, accaduto nel 2007, ad un insegnante d’arte che aveva pubblicato in rete foto di opere d’arte, per scopi didattici, e che aveva ricevuto da parte della SIAE la richiesta del pagamento dei diritti d’autore pari a 5.000 euro, vi furono due interrogazioni parlamentari che chiesero l’applicazione di alcune eccezioni per la didattica, entro la legge sul diritto d’autore.

Fu quindi emanato il seguente disposto normativo:

Art. 70 1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma.

(Legge 22 aprile 1941 n. 633 – Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio (G.U. n.166 del 16 luglio 1941); testo consolidato al 6 febbraio 2016 – DLgs 15 gennaio 2016, n. 8)

Il nostro sito, per questo motivo, propone immagini di opere d’arte in bassissima risoluzione (mai più di 100 kb) e degradate (modificate in disegno). Il sito, inoltre, non ha alcun scopo di lucro ma solo di promozione culturale. Non “torturiamo”, infatti, i nostri lettori con alcun tipo di pubblicità.