Ponte e sottoportico dei DAI (Piazza San Marco)

Ponte e sottoportico dei DAI (Piazza San Marco)

Questo ponte, quasi completamente ricostruito nel 1864, si trova nei pressi di San Marco ed è profondamente legato alla storia di Palazzo Ducale. Il sottoportico dei Dai si trova a circa metà delle Procuratie Vecchie di Piazza San Marco.

 

Nella mappa di Google il sottoportico non è segnalato. Tutta la calle e il ponte sono denominati erroneamente Calle Bianca Cappello. Medesima sorte è toccata alla lunga calle che affianca il retro delle Procuratie Vecchie, denominata appunto Calle Bianca Cappello, invece di Calle del Cappello Nero. Persino l’inizio della calle dei Fabbri è occupata da questa strana denominazione. Ho già inviato una segnalazione a Google Maps per le modifiche, ma per il momento risulta difficile trovare il sottoportico.

Da antiche voci di popolo pare che il ponte, il sottoportico e la fondamenta dei DAI derivino questa denominazione da un episodio storico. Bajamomte Tiepolo, dopo aver cercato di prendere il potere, il 10 giugno 1310, fuggì lungo la Calle dei Fabbri, attraversando il sottoportego del  Dai e il ponte dei Dai. Mentre il traditore fuggiva, il popolo gridava “dai.’dai!” (dai che li prendiamo!). Sempre legata alla congiura del Tiepolo è l’altra denominazione antica del ponte, che in origine sembra si chiamasse Malpasso, indicando la veloce fuga finita male (brutto passo). Altre cronache sostengono, però, che il ponte fosse così chiamato molto prima della congiura del Tiepolo.

Secondo il Galliccioli, invece, il ponte prenderebbe il nome da una famiglia che abitava in quel luogo.

… altri espressamente scrivono , Ponte dei Dai o del Malpasso, che va in calle dei Favri . Lo vogliono così detto dal cattivo successo dei Congiurati : altri dicono essere stato Ponte  dei dai , perchè il popolo gridava dai , dai . Ma sono tutte mere applicazioni posteriori e capricciose . La carta del 1331 è contemporanea , e dice Pons Malpassi, che dovette essere qualche famiglia come erava quella dei Dadi da Dio , da cui probabilmente viene l’altra appellazione, onde pure trovasi detto Ponte dei Dadi.

(Galliccioli, Cap. VIII, pp. 215-216)

In realtà, ponte e sottoportico prendono più verosimilmente il nome dal gioco dei DADI. Esisteva qui probabilmente un negozio che vendeva DADI da gioco o comunque era un luogo dove ci si trovava per giocare a dadi. In un documento del 1433, è chiamato «Rivus pontis Taxillorum», ossia rio del ponte dei dadi. Marcantonio Sabellico (1436-1506), nel suo Historiae rerum Venetiarum, lo chiama il Tesserarum pons (ponte dei dadi).

LA CONGIURA DI BAIAMONTE TIEPOLO

Sopra il sotoportego del Cappello, si può ammirare il busto che sporge da una finta finestra di Lucia o Giustina Rossi, collocato nel 1841, per ricordare il suo eroico gesto che fece fallire la congiura di Baiamonte Tiepolo. La signora Lucia è anche conosciuta come “la vecia del morter “, perché, mentre passavano i rivoltosi, dalla sua finestra lanciò con coraggio il suo mortaio di pietra, con cui uccise uno dei loro capi. La donna fu ricompensata, mantenendo fisso, per lei e per i suoi discendenti, l’affitto della casa e del negozio di specchi nelle vicinanze di Piazza San Marco.

la vecia del morter

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
  • G. Gallicciolli, Delle memorie venete antiche profane ed ecclesiastiche, Tomo I, Venezia, 1795;
  • G. Tassini, Curiosità veneziane – ovvero Origini delle denominazioni stradali di Venezia, Venezia, Edizione Filippi, 1990 (1863);
  • P. Pazzi, Lo stradario di Venezia, vol. I, Venezia, 2000;
  • T. Rizzo, I ponti di Venezia, Venezia, Filippi Editore, 2013