Bartolomeo Vivarini, San Nicola da Bari e Babbo Natale (Chiesa di Santo Stefano)

Autore articolo: Alessandro Bullo

Bartolomeo Vivarini, San Nicola da Bari e San Lorenzo (Chiesa di Santo Stefano)

Le due tavole centinate di San Nicola da Bari e San Lorenzo del Vivarini sono collocate nella Sacrestia maggiore della chiesa di Santo Stefano. Hanno uguali dimensioni (103×37 cm.) e sono datate intorno al 1475. La critica, infatti, colloca – all’interno dell’itinerario artistico di Bartolomeo Vivarini – i due dipinti dopo il Trittico dei SS. Giovanni e Paolo (1473) e poco prima del Polittico della Scuola dei Tagliapietra (1477). I due Santi sono dipinti lievemente di tre-quarti, e questo fa supporre che in origine facessero parte di un trittico. Carlo Ridolfi (1658, p. 21), descrivendo alcune delle opere maggiori di Bartolomeo Vivarini, parla di un trittico con al centro S. Rocco e altri due santi nei pannelli laterali, che si trovava nella chiesa di San Vidal (chiesa che si affaccia in campo Santo Stefano a pochi passi dalla più famosa chiesa di Santo Stefano).

… La quarta in San Vitale di San Rocco, e due santi …

Paoletti ed il Ludwig hanno proposto per primi (1899) di identificare le due tavole con gli scomparti laterali del trittico di Bartolomeo Vivarini, descritto dal Ridolfi nella Chiesa di San Vitale (Cfr. Merkel, 1991, schede 10-11, p. 46). Questa ipotesi sulla provenienza dei due dipinti è stata successivamente accolta dalla maggior parte della critica successiva. La perdita della tavola centrale del Trittico di San Vitale è stata, inoltre, collegata al periodo delle soppressioni napoleoniche, quando il trittico sarebbe stato trasferito presso la chiesa di Santo Stefano o all’adiacente convento agostiniano.

Più probabile, secondo me, è che il trittico sia stato spostato tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700, quando, come ricorda Flaminio Corner ( in Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia e di Torcello, Padova 1758, p. 208), la chiesa di San Vitale:

… al terminare del secolo XVII. Rovinosa e cadente convenne atterarla, e nell’anno 1700 furono disposte le fondamenta per la nuova fabbrica …

Nel 1897, in ogni modo, in una scheda inventariale della Soprintendenza alle Regie Gallerie di Venezia, le due tavole sono descritte e registrate presso la chiesa di Santo Stefano e attribuite a Bartolomeo Vivarini. Risale al 1912 un restauro delle due pale (intervento che ha pregiudicato notevolmente l’analisi stilistica delle due opere), durante il quale è molto probabile siano state aggiunte le cornici neo-gotiche (vedi schede 10-11, pp. 45-48, di Ettore Merkel, in Restituzioni ’91. Quattordici opere restaurate, Vicenza, 1991). L’attribuzione delle due tavole a Bartolomeo Vivarini è quasi unanimemente concorde, se si eccettua il Fleischmann (1940, p. 451) che considera le due tavole di incerta attribuzione. Il Merkel (1996, p. 44), nonostante i pesanti restauri e le pessime condizioni delle tavole, considera il San Nicola di Bari e il San Lorenzo:

… una delle opere più significative dell’umanesimo figurativo della Scuola muranese …
STILE DI BARTOLOMEO VIVARINI

Bartolomeo apparteneva alla famiglia dei VIVARINI, pittori muranesi operanti a Venezia tra il 1440 circa e i primi anni del ‘500. Anche se ancora legato all’utilizzo del fondo oro (che in quegli anni sotto la spinta innovativa di Giovanni Bellini stava per essere abbandonato definitivamente) e alla descrizione minuziosa dei dettagli ornamentali delle vesti, Bartolomeo – formatosi a contatto con l’ambiente padovano – si dimostra sensibile, soprattutto nella realizzazione dei volti, alla lezione del Mantegna e dei Ferraresi: il volto di San Nicola pare, infatti, quasi dipinto sul cuoio, palesando una evidente ascendenza mantegnesca. L’incisività della linea di contorno e l’acidità del colore ricordano, invece, i modi del Tura e del Crivelli. La plastica e giovanile figura del San Lorenzo è molto simile a quella dipinta, pochi anni prima, per il Polittico di Sant’Agostino dei SS. Giovanni e Paolo.

ICONOGRAFIA DEI SANTI

 

SAN LORENZO E LA GRATICOLA

Lo vediamo qui rappresentato con la dalmatica (l’abito del diacono, utilizzato in epoca romana e poi rimasto in uso come paramento liturgico), il libro dei salmi ed elemosina, e con la graticola, simbolo del suo martirio e il suo attributo iconografico principale. Fu uno dei sette diaconi romani di papa Sisto II e subì il martirio durante le persecuzioni di Valeriano, nel 258. La Legenda narra che Lorenzo, di origine spagnola, fu nominato diacono e gli furono affidate le suppellettili d’oro del tesoro della Chiesa, che egli decise di distribuire ai poveri.

L’allora prefetto Cornelio Secolare convocò Lorenzo perchè si giustificasse ed egli si presentò insieme ai poveri, definendoli la vera ricchezza della Chiesa. Lorenzo fu allora arrestato e torturato su una graticola. Sempre la Legenda vuole che Lorenzo, rivolgendosi all’imperatore Valeriano, abbia detto: “Da questa parte sono arrostito, girami dall’altra e mangiami.”

Barolomeo Vivarini, San Lorenzo, Chiesa di Santo Stefano, Venezia

Barolomeo Vivarini, San Lorenzo, Chiesa di Santo Stefano, Venezia

 

SAN NICOLA DA BARI E LE TRE PALLE DI NATALE

E’ qui raffigurato in abiti vescovili, a capo scoperto, il pastorale (attributo del vescovo come pastore spirituale) e un libro, su cui sono appoggiate tre palle d’oro, il suo attributo principale. Nicola nacque a Patara, nella seconda metà del III secolo. Divenne presto vescovo di Myra (Turchia) e quindi ordinato sacerdote.

La Leggenda più famosa narra di una famiglia nobile, caduta in miseria, le cui tre figlie furono dal padre avviate alla prostituzione. Il vescovo Nicola, venuto a sapere del tremendo misfatto che si stava per compiere, donò di nascosto alle fanciulle del denaro avvolto in un panno, a forma di palla, perché avessero la dote per potersi sposare.  Secondo un’altra leggenda, Nicola scopre l’assassino di tre bambini, un locandiere che li aveva fatti a pezzi e serviti agli ignari avventori. Nicola resuscita i tre bambini. Per questo è anche considerato il protettore dei bambini. Il culto del santo si diffuse soprattutto nel nord Europa, dando origine alla leggenda di Babbo Natale.

Bartolomeo Vivarini, San Nicola, Chiesa di Santo Stefano Venezia

Bartolomeo Vivarini, San Nicola, Chiesa di Santo Stefano Venezia

 

All’inizio, Babbo Natale indossava un vestito marrone simile a quello vescovile del Vivarini, oppure verde come un elfo; non era paffuto, anzi spesso era alto e aveva l’aria severa. Il classico vestito rosso che tutti associamo a Babbo Natale fu un’invenzione di Michigan Haddon Sundblom, illustratore della pubblicità della Coca-Cola. In una delle prime pubblicità della celebre bevanda, del 1931, appare il Babbo Natale versione moderna. Del vecchio San Nicola non rimangono neppure i tre globi, un rimasuglio dei quali si trova alcune volte nel campanellino rotondo del suo cappello rosso.

Non molti sanno che le pitture a olio originali dipinte da Sundblom per la Coca-Cola sono oggi dei pezzi pregiati da collezione e sono stati esposti in tutto il mondo (anche al Louvre di Parigi). Molti di questi dipinti sono oggi esposti al museo World of Coca-Cola ad Atlanta, in Georgia.

My hat's off to the pause that refreshes 1931

My hat’s off to the pause that refreshes 1931

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
  • Ridolfi, Le maraviglie dell’arte, overo le vite de gl’illustri pittori veneti, e dello Stato, Venezia 1658;
  • Fleischmann, Vivarini Bartolomeo, in Allgemeines Lexikon der Bildenden Kunstler, a cura di U. Thieme – F. Becker, XXXIV, Leipzig 1940;
  • Lorenzetti, Venezia e il suo estuario, Venezia 1956;
  • Pallucchini, I Vivarini, Venezia (1962);
  • Niero, Chiesa di Santo Stefano in Venezia, Padova 1978;
  • Merkel, schede 10-11, pp. 45-48, in Restituzioni ’91. Quattordici opere restaurate, Vicenza 1991;
  • Maria Agnese Chiari Moretto Wiel, Andrea Gallo, Ettore Merkel, Chiesa di Santo Stefano. Arte e devozione, Venezia 1996;

Autore articolo: Alessandro Bullo
Autore articolo: Alessandro Bullo

Alessandro Bullo è laureato in lettere con indirizzo artistico (Tesi di Laurea: “La scultura del XVI secolo nella Chiesa dei SS. Giovanni e Paolo”), vive e lavora a Venezia. Due grandi passioni: VENEZIA, sua città natale, e il cinema NOIR americano