Marietta Tintoretto e la Presentazione della Vergine al Tempio della Madonna dell’Orto

Marietta Tintoretto e la “Presentazione della Vergine al Tempio” della Madonna dell’Orto

Secondo la celebre scrittrice Melania Mazzucco, la tela della Presentazione della Vergine al Tempio della Madonna dell’Orto è “una festa di bambine … un inno alla bellezza femminile, alla maternità, al destino delle donne” , dedicata alla nascita della figlia Marietta, augurandosi che fosse “eletta, illuminata dalla grazia. Di essere, in ogni senso, Maria” (2015, pp. 19-20).

Per la datazione, la storia e lo stile pittorico della tela, vedi il mio articolo Tintoretto, La presentazione della Vergine al Tempio (Chiesa della Madonna dell’Orto). 

La Presentazione della Vergine al Tempio è uno dei capolavori assoluti di Jacopo Tintoretto. Essa è custodita all’interno di un piccolo e prezioso scrigno, ricco di molti altri capolavori, la Chiesa della Madonna dell’Orto, che si trova in una zona poco trafficata dal turismo di massa, nel sestiere di Cannaregio. La tela è collocata sopra la porta della Cappella di San Mauro, nella navata destra della chiesa.

 

Facciata della Chiesa della Madonna dell'Orto vista da un rio

Facciata della Chiesa della Madonna dell’Orto vista da un rio

In origine la Presentazione decorava le portelle esterne di un antico organo (ora perduto) ed era divisa in due parti. Attualmente i due lati interni delle portelle sono esposti nell’abside centrale. Le due portelle con la Presentazione di Maria sono ricordate come ancora facenti parte dell’organo da Boschini (1660, pp. 222-223) e da Zanetti (1771, p. 134), sino ad arrivare al Moschini che da notizia del loro spostamento sopra “il primo altare a destra” (1815, p. 10), avvenuto quindi tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800.

 

Tintoretto, La presentazione della Vergine al Tempio (Chiesa della Madonna dell'Orto - Venezia)

Tintoretto, La presentazione della Vergine al Tempio (Chiesa della Madonna dell’Orto – Venezia)

Il brano della Presentazione, che sicuramente colpisce di più lo spettatore, è il gruppo ai piedi delle scale con la madre, colta di spalle, che indica alla figlia la Vergine Maria che sta salendo le scale del Tempio.

Vi si veggono varie altre figure che diminuiscono di grandezza secondo la lontananza ; ma il gruppo di quella madre che mostra alla propria figliuolina la Vergine, per la dignità, la movenza e la grazia è tanto nobile e splendido che a noi sembra degno non solo del Tintoretto, ma dello stesso Paolo.

(Zanetti, 1870, p. 98)

La figura della donna fu ripresa quasi testualmente dallo stesso Tintoretto in un dipinto più tardo (1585-1590 circa) che fa parte del ciclo, dedicato a Santa Caterina, custodito presso il Palazzo Patriarcale di Venezia, ma appartenente alle Gallerie dell’Accademia.

 

Tintoretto, La decollazione di Santa Caterina, (In deposito dalle Gallerie dell’Accademia)

Tintoretto, La decollazione di Santa Caterina, (In deposito dalle Gallerie dell’Accademia)

 

Nella stessa Madonna dell’Orto, Tintoretto propose la medesima figura, ma vista di fronte, nel grande telero dell’Adorazione del vitello d’oro, realizzato nei primi anni sessanta.

 

Tintoretto, L'adorazione del vitello d'oro (particolare)

Tintoretto, L’adorazione del vitello d’oro (particolare)

La stessa figura la ritroviamo in un dipinto dell’Aliense che si trova nella chiesa di San Zaccaria a Venezia.

 

Antonio Vassilacchi, Presentazione di Maria al Tempio, Chiesa di San Zaccaria Venezia (1600 circa)

Antonio Vassilacchi detto l’Aliense, Presentazione di Maria al Tempio, Chiesa di San Zaccaria Venezia (1600 circa)

Molto interessante l’ipotesi proposta da Sperling, secondo cui questa figura di donna con la bambina rappresenterebbe la figura della Carità.

Si tratterebbe di un’allegoria spesso utilizzata da Tintoretto nei suoi quadri, con la funzione di guidare lo sguardo dello spettatore “in a circular movement across his dynamic spatial arrangements”. In questo dipinto (come anche nell’Ultima cena di San Giorgio) i protagonisti sono collocati sullo sfondo, mentre la figura della Carità con il bimbo funge da “points of entry into the artist’s busy pictorial spaces” (2009, p. 130).

Maria Robusti detta Tintoretta

Maria era la primogenita di Jacopo Tintoretto, nata dalla sua relazione con una donna tedesca di cui non si conosce il nome. La maggior parte delle notizie sulla sua vita si ricavano dalla breve biografia scritta da Carlo Ridolfi, nella sua opera Le maraviglie dell’arte (1648).

Visse dunque in Venezia Marietta Tintoretta figliuola del famoso Tintoretto, e delizia più cara del genio suo, da lui allevata nel disegno e nel colorire ; onde poscia fece opere tali, che n’ebbero gli uomini a meravigliare del vivace suo ingegno. Ed essendo piccioletta , vestiva da fanciullo ; e il padre conducevala seco dovunque andava, onde era tenuta da tutti per maschio. Fece la medesimamente erudire nel canto e nel suono da Giulio Zacchino napolitano, tenuto a que’tempi eccellente nella musica. Fu però particolar dote di Marietta il sapere far bene i ritratti … 

(Ridolfi, 1648, p. 260)

Secondo Ridolfi, Maria Tintoretta morì nel 1590 all’età di 30 anni e fu sepolta nella chiesa di Santa Maria dell’Orto (1648, p. 261), per cui dovrebbe essere nata nel 1560. La Presentazione al Tempio che, tradizionalmente, è datata tra il 1551 e il 1553, non potrebbe quindi essere stata dedicata a Marietta, come ipotizzato da Melania Mazzucco.

La Genealogia di Casa Tintoretto del XVII secolo

Secondo la “Genealogia di Casa Tintoretto” (documento del XVII secolo), che racconta del concepimento illegittimo di Marietta, Tintoretto raffigurò la giovane figlia Maria insieme alla madre tedesca, nella Presentazione della Vergine al Tempio della chiesa della Madonna dell’Orto.

Un marchese spagnolo acquista le ultime tele e disegni della bottega del Tintoretto …
Nel 1682, il marchese spagnolo del Carpio acquistò ciò che restava dei dipinti e dei disegni, ancora custoditi nella casa di Tintoretto alle Fondamenta dei Mori. Al marchese fu offerto di comprare anche una Genealogia con la storia della famiglia Tintoretto. Antonio Sauer, agente a Venezia (1678) alla ricerca di opere di Tintoretto, trascrisse, in una lettera indirizzata a Don Gaspar de Haro y Guzmán, marchese del Carpio, parte della Genealogia di Casa Tintoretto (documento andato poi perduto cfr. Arizzoli, 2017, p. 107). In base a questo documento, Maria sarebbe una figlia illegittima di Jacopo tintoretto, nata dalla passione travolgente per una bella tedesca, di cui il pittore era “enamoradisimo, de manera que estando pintando un cuadro grande en la Iglesia que se llama la Madonna del Orto, ofreciéndosele azer una muger i niña por la mano, pintó a Madre e hixa,” (Checa Cremades, 2004, p. 205). La madre tedesca e la figlia sono state identificate con le due figure raffigurate al centro, ai piedi della scalinata. Esiste anche una lettera settecentesca che testimonia l’esistenza di una storia (o leggenda?) che si tramandava sulla creazione della Presentazione al Tempio.

S. Maria del Horto al Sestiero di Canaregio … L’organo è stato dipinto dal Tintoretto, per espiare la colpa di aver fatto nascere un bimbo nel peccato, in una casa Nobile, dove aveva fatto visita. Ha trovato qui il modo di ritrarre le immagini della sua amante con la bimba (traduzione piuttosto libera ma corretta del sottoscritto)

(J. G. Keyssler, Neueste Reisen durch Deutschland, Bóhmen, Ungarn, dieSchweiz, Italien undLothringen (1740-1741), Vol. II, lettera LXXVI, Hannover 1751, p. 1163)

 

Tintoretto, Marietta e sua madre nella Presentazione della Madonna dellOrto

Tintoretto, Marietta e sua madre nella Presentazione della Madonna dellOrto

Questa notizia, tenendo conto della datazione tradizionale del dipinto (1551-1553), comporterebbe un’anticipazione della data di nascita di Marietta di almeno dieci anni (1550) rispetto al 1560, anno indicato da Carlo Ridolfi: le bambine dovevano infatti recarsi presso il tempio di Gerusalemme all’età di tre anni. Anche se la datazione della Presentazione è stata recentemente spostata al 1556 (vedi il mio articolo: Tintoretto, La presentazione della Vergine al Tempio), la nascita di Maria dovrebbe, in ogni modo, essere anticipata di circa sette anni (1553).

La Genealogia non è considerata un documento molto attendibile …
Il 1 ottobre 1678, Antonio Sauer entrò per la prima volta nella famosa bottega del Tintoretto, di cui all’epoca era padrone il vecchio Sebastiano Casser, marito di Ottavia (sorella di Domenico Tintoretto). Casser, negli incontri successivi, mentre cercava di vendergli alcuni dipinti di Domenico Tintoretto, mostrò a Sauer la Genealogia della famiglia Tintoretto (pare agli inizi di novembre). Di questo documento rimane solo la relazione che Sauer inviò al marchese Don Gaspar de Haro. Sclosa considera la genealogia “un documento artefatto” da Casser o addirittura dallo stesso Sauer (2012, p. 111). Si tratterebbe di una mistificazione anche secondo Marinelli: “una truffa picaresca ai danni dell’emissario del ministro spagnolo” (2007, p. 279). Falomir considera la genealogia “una invenzione/falsificazione, forse fatta dallo stesso Sebastiano Casser”, ma osserva anche che “una falsificazione quasi sempre ha un certo fondamento di verità” (2007, p. 102). Dello stesso parere è Melania Mazzucco, che dichiara che la credibilità della genealogia vada “sempre verificata e spesso corretta” (2012, p. 1), ma ipotizza che una prima versione di essa sia stata compilata dal figlio Domenico e successivamente uno sconosciuto compilatore abbia raccolto le memorie della famiglia

“abbellite e però sostanzialmente vere … Nello scritto … c’erano dunque, inestricabilmente intrecciate, la vera storia della famiglia Tintoretto e di Manetta, e anche la leggenda che i Tintoretto avevano deciso di tramandare.”

(2015, p. 824).

A questo punto, ci viene in aiuto un’altra testimonianza fondamentale e forse più attendibile di quella del Ridolfi, risalente al 1584. In quell’anno, infatti, Raffaello Borghini, nel suo Riposo di Raffaello, scrive che Marietta aveva “intorno à 28 anni” (p. 559), retrodatando così la sua nascita al 1556. Data attendibile secondo Villa (2012, p. 109). Parte dei critici, tra cui anche la Mazzucco (2015, p. 139), ritiene invece che Marietta sia stata partorita nel 1554, considerando che Borghini  raccolse le notizie per il suo voluminoso libro, circa due anni prima della sua pubblicazione.

Se consideriamo attendibile la testimonianza del Borghini (e non vedo perché non dovremmo), che scrive quando Tintoretto era ancora vivo, è molto probabile l’ipotesi che Tintoretto abbia dedicato il dipinto della Madonna dell’Orto alla figlia appena nata nel 1555 o 1556 ( “intorno à 28 anni”  permette di spostare di forse un anno la sua nascita). Meno sicura è la nascita di Maria nel 1554, anche se ammetto che mi intriga molto pensare che la bimba che sta fissando la Vergine Maria che sale le scale del Tempio possa essere il primo ritratto di Maria Robusti detta la Tintoretta

Omaggio a Marietta di Melania Mazzucco
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Autore articolo: Alessandro Bullo
Autore articolo: Alessandro Bullo
 Alessandro Bullo è laureato in lettere con indirizzo artistico (Tesi di Laurea: “La scultura del XVI secolo nella Chiesa dei SS. Giovanni e Paolo”), vive e lavora a Venezia. Due grandi passioni: VENEZIA, sua città natale, e il cinema NOIR americano



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