Pietro Longhi – La preparazione dei fucili

Autore: Roberto Camatti

Pietro Longhi – La preparazione dei fucili (secondo episodio dal ciclo La caccia in valle)

 

Autore: Pietro Longhi (Venezia, 1701 –  1785)

Titolo: La preparazione dei fucili

Collocazione: Museo della Fondazione Querini Stampalia

Dimensioni: cm. 62 x 50.5

Tecnica: olio su tela.

Datazione: 1765 – 1770

 

Longhi, La preparazione dei fucili (Querini Stampalia - Venezia)

Longhi, La preparazione dei fucili (Querini Stampalia – Venezia)

La preparazione dei fucili è da considerarsi in una ordinazione logica il secondo episodio del ciclo La caccia in valle. Dopo diversi passaggi di proprietà è confluito, assieme alle altre tele della “carriera”, nella collezione Donà delle Rose. Nel 1934 un consorzio costituito tra la Fondazione Querini Stampalia, l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, la Cassa di Risparmio di Venezia e il Banco San Marco lo ha  salvato  dalla dispersione assieme alle altre tele della serie e  da allora viene esposto nel Museo della summenzionata Fondazione. Nel 1981  è stato restaurato da Antonio Lazzarin.

L’incisione de La preparazione dei fucili realizzata da Marco Pitteri non riporta nessuna variante a quanto rappresentato nella corrispondente tela del Longhi. L’immagine è accompagnata dalla seguente nota didascalica bilingue:

de’ servi cacciator con studio ed opra / ciascuno i schioppi a preparar s’adopra // servorum quisquis venantum foeda ministrat / tormenta, et dominis sedulus arma parat
Descrizione
… caccia, unica al mondo, che è denominata “cazza de bòte”, cioè caccia in botte …
Il dipinto descrive il momento in cui i valligiani stanno compiendo le determinanti  operazioni di controllo, cura e manutenzione delle armi che l’indomani serviranno ai loro padroni  per praticare l’attività venatoria. Ognuno di loro, con gesti sicuri che rivelano notevole abilità, lavora senza distrarsi, isolandosi l’uno dagli altri. Solo quegli “uomini di valle” hanno una  profonda conoscenza delle abitudini della selvaggina locale; solo loro sanno quali sono i posti più frequentati dalle prede e quindi più adatti all’allestimento della botte che permetterà il giorno dopo di praticare quel tipo di caccia, unica al mondo, che è denominata “cazza de bòte”, cioè caccia in botte.

All’estremità sinistra in basso del quadro è raffigurato un cane che sta osservando le canne dei fucili, appoggiate sul corposo muro del casone, ed i cacciatori intenti a preparare le armi. Il cane ed il fucile, simbolo della caccia, sono il sigillo della ferina volontà di uccidere che si manifesterà il mattino seguente durante l’azione venatoria.

In secondo piano sulla sinistra della tela una parte di “casone”con il tetto di canna palustre; sulla destra uno squarcio di cielo intensamente azzurro che fa immaginare allo spettatore l’aria fredda della laguna in quegli ultimi momenti della giornata autunnale. La scena è immersa in una luce crepuscolare, raccolta e riflessa dal muro bianco del casone nella giacca della figura centrale.

Ne La preparazione dei fucili il Longhi esprime al meglio la sua straordinaria capacità di catturare il momento e l’atmosfera e, depurati da tutto ciò che potrebbe offuscarne l’essenziale bellezza,  ricrearli sulla tela con spiccato realismo. Vittorio Sgarbi sottolinea che anche in questo dipinto del ciclo La caccia in valle:

[…] ogni compiacimento è abbandonato per un’adesione fin troppo stretta all’esistenza selvaggia e rude dei cacciatori (chi non ricorda, nella scena con la preparazione dei fucili, quel muro rustico di cascinale in tutto degno, se non più forte, e almeno cinquant’anni prima, della Fornace da gesso di Géricault?)

(Sgarbi 1982, p. 13)

Stile e qualità pittorica

È uno dei più bei dipinti della serie nel quale, come nelle altre tele della “carriera”, la pennellata del Longhi si fa più larga e sciolta. Il pittore indugia meno sui particolari  cercando le forme in modo più sintetico: recupera in ampiezza di visione e di resa atmosferica quello che sacrifica in nitidezza e definizione.

Anche questa tela, sicuramente dipinta nel settimo decennio, risente dei caratteri inconfondibili  della moda del rembrandtismo, diffusa e fiorente a Venezia in quegli anni del settecento.

… la vivacità realistica della scena rappresentata …
Ne La preparazione dei fucili il Longhi raggiunge la consapevolezza di essere riuscito a cogliere in modo originale un mondo estraneo ed in certa misura addirittura contrapposto a quello squisitamente veneziano, caratterizzato dalla formalità cittadina, che aveva contrassegnato l’universo poetico  della sua precedente produzione pittorica. Non c’è dubbio che la vivacità realistica della scena rappresentata contribuisca a conferire al dipinto un’atmosfera e un linguaggio di originalità, tanto marcata quanto qualificante.

BIBLIOGRAFIA
  • AA.VV., Catalogo della Pinacoteca della Fondazione Scientifica Querini Stampalia, a cura di Manlio Dazzi e Ettore Merkel, Vicenza 1979
  • AA.VV., Pietro Longhi, a cura di Adriano Mariuz, Giuseppe Pavanello, Giandomenico Romanelli, Milano, 1993
  • AA.VV., Pietro Longhi. Gabriel Bella. Scene di Vita Veneziana, a cura di Giorgio Busetto, Milano, 1995
  • Pignatti Terisio, Pietro Longhi, Venezia, 1968
  • Pignatti Terisio, La caccia in valle di Pietro Longhi incisa da Marco Pitteri, Venezia 1973
  • Pignatti Terisio, L’opera completa di Pietro Longhi, Milano 1974
  • Sgarbi Vittorio, Pietro Longhi. I dipinti di Palazzo Leoni Montanari, Milano, 1982
Autore articolo: Roberto Camatti
Autore articolo: Roberto Camatti

Roberto Camatti, laureato in economia e commercio, è l’ideatore e il direttore del sito www.venicecafe.it. E’ appassionato di curiosità veneziane e d’arte contemporanea. Vive e lavora a Venezia.