Pietro Longhi, tre ritratti di famiglia a Venezia: un confronto

Autore: Roberto Camatti

Pietro Longhi, tre ritratti di famiglia a Venezia: un confronto

Intorno alla metà del Settecento la produzione di Pietro Longhi, che si caratterizza per un’osservazione disincantata della società veneziana del tempo – opponendosi alla retorica della pittura di storia ed al favoloso raccontare rococò tiepolesco – si allarga anche ai ritratti di famiglia dell’aristocrazia locale. Il pittore non perde l’occasione per rappresentare i componenti delle famiglie patrizie con il consueto verismo, anche nelle più ardite “mises” alla moda, non preoccupandosi di nascondere difetti fisici o di ringiovanire qualche personaggio troppo avanti con gli anni .

Roberto Longhi osserva che:

“Certe sue famiglie venete scivolano lente, nelle camere parate, come genealogie di marionette stoppose, solo paragonabili ad Antoine Le Nain e al Goya; qualche volta i visi delle sue dame, se ingranditi, assumerebbero la sbarratura funeraria di certi ritratti del Fajium o di certi vetri cemeteriali; tanto più sorprendente il vederli incantati in questi ambienti tiepidi dove le chicchere e i peltri non perdono un riflesso, dove la seta sgrigiola e il tarlo canta nei mobili”

(Longhi, 1985, pag. 39).

Nel sesto decennio più volte il pittore si dedicherà a questa attività ritrattistica, tipica del « conversation piece » quale era inteso nella tradizione inglese, confermandosi il garbato cronista della vita quotidiana.

A Venezia si possono ammirare due suoi ritratti di famiglia al Museo della Fondazione Querini Stampalia, quello dei Sagredo e quello dei Michiel, ed uno  al Museo del Settecento Veneziano, Ca’ Rezzonico, del quale gli studiosi non sono riusciti ad individuare la famiglia patrizia  rappresentata tra quelle della nobiltà veneziana dell’epoca.

Autore: Pietro Longhi (Venezia, 1701 –  1785)

Titolo: La famiglia Sagredo

Collocazione: Museo della Fondazione Querini Stampalia, Venezia

Dimensioni: cm. 62 x 51

Tecnica: olio su tela.

Datazione: 1752 circa

 

Pietro Longhi, Ritratto della famiglia Sagredo - Pinacoteca Querini Stampalia, Venezia

Pietro Longhi, Ritratto della famiglia Sagredo – Pinacoteca Querini Stampalia, Venezia

Autore: Pietro Longhi (Venezia, 1701 –  1785)

Titolo: La famiglia Michiel

Collocazione: Museo della Fondazione Querini Stampalia, Venezia

Dimensioni: cm. 49 x 61

Tecnica: olio su tela.

Datazione: 1780

 

Longhi, La Famiglia Michiel - Querini Stampalia

Longhi, La Famiglia Michiel – Querini Stampalia

Autore: Pietro Longhi (Venezia, 1701 –  1785)

Titolo: La famiglia patrizia

Collocazione: Museo del Settecento Veneziano, Ca’ Rezzonico, Venezia

Dimensioni: cm. 62 x 50

Tecnica: olio su tela.

Datazione: 1752 circa

 

Longhi, Famiglia patrizia (Museo Cà Rezzonico Venezia)

Longhi, Famiglia patrizia (Museo Cà Rezzonico Venezia)

La famiglia Sagredo e La famiglia patrizia

La critica è concorde nel ritenere che  La famiglia Sagredo e La famiglia patrizia siano prossime per stile e databili al 1752 circa. Solo l’Arslan (1943) ritiene che il dipinto del Museo del Settecento Veneziano, Ca’ Rezzonico, appartenga ad un momento precedente datandolo al 1745 circa.

Gli elementi che accomunano le due tele in esame  riguardano l’impostazione delle scene, la qualità del colore ricco di sfumature e la comune volontà del pittore di rendere con grande realismo le fisionomie e le caratteristiche psicologiche dei personaggi rappresentati.

Il ritratto familiare di Ca’ Rezzonico è tutto festoso e affollato rispetto alla fissità di quello queriniano, reso però dal pittore quasi un frammento di vita con l’apparizione di un domestico, che entra in scena dalla  porta laterale portando il caffè.

Il dipinto del Museo del Settecento Veneziano, Ca’ Rezzonico, non fornisce indicazioni di alcun genere atte a individuare la famiglia ritratta. Non v’è dubbio  che si tratti di una famiglia del patriziato veneziano, anche perché il personaggio al centro, ripreso di profilo mentre tiene in braccio la più piccola dei quattro bambini, indossa la parrucca e la toga nera dei nobili del Maggior Consiglio.

Invece l’iscrizione che compare in basso al centro de La famiglia Sagredo è la chiave di lettura che aiuta lo spettatore a riconoscere  i personaggi rappresentati. Il Longhi ricorse di rado a questo elemento di decifrazione preferendo attribuire ad altri riscontri, come ad esempio stemmi, ritratti e dipinti di famiglia, il modo per individuare i componenti delle sue “conversazioni”

Di quest’ultima tela, un disegno  raffigurante una dama seduta conservato nella collezione Brinsley Ford di Londra è ritenuto lo schizzo preparatorio per la figura di Cecilia Grimani Sagredo soltanto da Francesco Valcanover (1956, p. 25), mentre la maggior parte dei critici, tra i quali il Pignatti (1968, p. 119) ed il Magani (AA.VV., 1993, pag. 174), respingono tale ipotesi.

La critica, invece, è concorde nell’indicare due disegni  conservati al Museo Correr di Venezia come gli schizzi preparatori  per il gentiluomo seduto e per quello appoggiato alla sedia del dipinto La famiglia patrizia (Valcanover, 1956, 25).

La famiglia Sagredo, La famiglia patrizia e La famiglia Michiel

Tra i due gruppi di famiglia sopra presi in esame e La famiglia Michiel, dipinto databile al 1780,  emerge  una notevole differenza sia di moda sia di stile.

Si passa dal lusso evidente nei primi due dipinti degli anni ’50 a una  dignitosa essenzialità che può sembrare un’  anonimia borghese, del terzo. Ne La famiglia Michiel, pur essendo una tela dell’ultimo periodo del Longhi, i ritratti dei personaggi sono ancora sorprendenti, come se  l’interesse del maestro veneziano si concentrasse  sull’individualizzazione di ciascuno , rendendo più profonda la ricerca della caratterizzazione dei singoli soggetti.

Secondo il Moschini il dipinto è

“condotto con una scioltezza sommaria e intensamente caratterizzato nelle figure fisse in posa a occhi sbarrati una dietro l’altra quasi come in quadro del doganiere Rousseau”.

(Moschini, 1956, pag. 40)

Alcuni critici tra i quali il Valcanover (1968) ed il Pignatti (1968) ritengono che dopo il 1770 la vena creativa del Longhi mostra ancora un’insospettabile forma di rinnovamento linguistico. La qualità del colore della sua tavolozza sembra spegnersi e la materia pittorica viene stesa sommariamente.

STILE PITTORICO E DECADENZA DELL’OLIGARCHIA VENEZIANA

Il pittore con l’impoverimento della qualità del suo stile e la perdita di finezza nell’esecuzione rende palese che la sua indagine pittorica è  rivolta ai componenti di una classe che ha perduto ogni ritmo vitale. Il maestro attraverso un rinnovato linguaggio pittorico fa sottilmente trasparire la crisi dell’oligarchia veneziana, ormai decadente, nei ritratti di quei patrizi dai volti fissi che  appaiono quasi manichini in posa, privi di interna vitalità e volontà.

Conclusioni

Il passaggio dalle tele di gruppi di famiglia ai ritratti singoli  è stato breve per il Longhi e realizzato con  il medesimo spirito di immediatezza e penetrante osservazione diretta che lo ha contraddistinto durante la sua carriera, ma senza  un assillo stilistico.

Il Pignatti osserva che:

“il ritratto longhiano rimane una specie di compromesso, tra la minuzia della «parlante caricatura », in cui Pietro era maestro, e la pomposità delle misure maggiori in cui non sempre egli si trova a suo agio”

(Pignatti, 1975, pag. s.n.).

Ripassando il pennello sui profili dei singoli personaggi ritratti e sui drappeggi degli abiti, il pittore insiste sui dettagli tipologici che svuotano in parte il piacevole contenuto cromatico  che aveva caratterizzato le opere del suo periodo migliore. Non c’è dubbio che nell’ultimo periodo della produzione longhiana l’attività ritrattistica, “centrata sul personaggio inteso nella sua intima psicologia, piuttosto che nel suo ambiente sociale”, diventa sempre più importante.

Dando per scontato che vi fu un rapporto fra i due Longhi, il Pignatti è propenso a ravvisare una particolare influenza del figlio Alessandro nella tarda linguistica pittorica paterna.

La svolta di Pietro Longhi non solo corrisponde ad una sua evoluzione  culturale , ma riflette anche la realtà del mercato artistico veneziano dell’epoca. Morti Rosalba Carriera, Bartolomeo Nazzari e Pietro Uberti, ormai vecchi Giuseppe Nogari e Fortunato Pasquetti, la famiglia Longhi, dove anche Alessandro è ormai un pittore di successo,  diventa il punto di riferimento per la realizzazione dei ritratti della nobiltà veneziana.

BIBLIOGRAFIA
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  • AA.VV., Pietro Longhi, a cura di Adriano Mariuz, Giuseppe Pavanello, Giandomenico Romanelli, Milano, 1993
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  • Longhi Roberto, Viatico per cinque secoli di pittura veneziana, Firenze, 1985
  • Moschini Vittorio, Pietro Longhi, Milano, 1956
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  • Valcanover Francesco, Pietro Longhi, in La Peinture italienne au XVIIIᵉ siècle, , Paris. 1960
  • Valcanover Francesco, Il “Catalogo ragionato” delle opere di Pietro Longhi, in Arte Veneta, 1968
  • Valcanover Francesco, Pietro Longhi, in Venedig. Malerei des 18. Jahrhunderts, München, 1987
Autore articolo: Roberto Camatti
Autore articolo: Roberto Camatti

Roberto Camatti, laureato in economia e commercio, è l’ideatore e il direttore del sito www.venicecafe.it. E’ appassionato di curiosità veneziane e d’arte contemporanea. Vive e lavora a Venezia.



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