San Giorgio in Alga

Autore articolo: Alessandro Bullo

San Giorgio in Alga

Proprietà: Comune di Venezia

Forma: quadrangolare

Superficie: circa mq 15.000

Fabbricati: tre

Uso precedente: convento, polveriera, prigione, batteria antiaerea

Anno di abbandono: dopoguerra

 

Antonio Visentini - Isola di San Giorgio in Alga

Antonio Visentini – Isola di San Giorgio in Alga

Dalle antiche e preziose incisioni del Coronelli, del Visentini e del Lazzari, possiamo ricostruire l’antico splendore di quest’isola, ormai dimenticata anche dai veneziani. La zona abitata, circondata da orti e vitigni, era composta da una chiesa con campanile, un monastero con portale a doppio arco; una foresteria; due ampie cavane.

Il nome di quest’isola deriva dal santo patrono dell’isola – San Giorgio – e dal fatto che attorno vi crescevano molte alghe. Si affaccia sul Canale Vecchio di Fusina che dal Brenta conduce a Venezia, era infatti conosciuta dai Veneziani anche con il nome “San Zorzi verso Lizza Fusina”, 

Dedicata a San Giorgio Martire 
San Giorgio era il patrono delle armate bizantine, cosi come San Michele lo era di quelle longobarde. Il fatto che due chiese dedicate a San Giorgio si trovino a Venezia proprio su due isole (San Giorgio Maggiore e San Giorgio in Alga) poste quasi a difesa del centro di Rialto, fa pensare che in epoca remota le due isole ospitassero due avamposti militari bizantini, che controllavano l’accesso alla laguna dall’Adriatico.

(Spinelli, 1987, p. 165, nota 22)

In un’Isola della Veneta Laguna, che dall’alga marina ivi in molta copia solita di fermarsi acquistò il nome, la famiglia Gattara fondò una Chiesa, e dedicolla al Martire San Giorgio, la cui divozione era molto invalsa tra’ Veneziani. Ne fece la solenne consacrazione il Vescovo di Castello Marco Michieli nel giorno 29. di Aprile dell’anno 1228. E si ha per tradizione, che vi abitassero in un Monastero presso di essa Religiosi Benedettini.

(Corner, 1758, p. 500)

La presenza di un chiesa nell’isola è però sicuramente retrodatabile tra gli ultimi anni dell’XI secolo e i primi decenni del XII (cfr. Dorigo, 2003, p. 475). Nel 1216, nell’isola di San Giorgio in Alga, il Doge Pietro Ziani e gli Ambasciatori di Padova e Treviso firmarono il trattato di pace dopo la guerra detta del “Castello d’amore”.

L’isola, trovandosi sul canale lagunare che da Fusina continuava nel canale della Giudecca e arrivava a San Marco, rappresentava il primo scalo per le barche che giungevano a Venezia dalla terraferma. Divenne così ben presto importante e famosa. Nel 1300, il monastero era molto florido: possedeva terreni e beni vari sia in terraferma che a Venezia.

Il Governo aveva cura speciale di San Giorgio in Alga, poiché era costante usanza di ricevere nell’ isola tutti i Principi e gli alti personaggi che venivano a Venezia dalla parte di terra. Nel 1502 vi sostava Anna d’ Ungheria, mentre ai 21 luglio del 1574, quando Enrico III partendo da Venezia si avviava a Fusina in una barca coperta di soprarizzo d’oro, assieme col doge Mocenigo, fu salutato il passaggio del Sovrano dalle salve delle Artiglierie poste in San Giorgio. Ma occasione solenne ebbero la chiesa e il convento della piccola isola di sfoggiare tutta la lor pompa nel 1782, quando ai 15 di maggio papa Pio VI giungeva a Venezia.

(Bratti, 1930, p. 28)

I nobili canonici secolari di San Giorgio in Alga

Nel 1350 i Benedettini furono sostituiti da monaci Agostiniani. Bonifacio IX affidò, nel 1402, l’isola “in commenda” (convento e ospedale) al giovane patrizio Ludovico Barbo che fondò la nuova congregazione religiosa dei Canonici di San Giorgio in Alga, mettendola a disposizione “degli amici Angelo Correr e Gabriele Condulmer desiderosi di poter disporre di un luogo isolato dalla città e dai suoi allettamenti, per consacrarsi al Signore abbracciando una scelta di vita che prevedesse rinuncia al mondo, preghiera e contemplazione, dedizione al prossimo.” (De Rossi, 2008, p. 73). La notizia si basa su quanto riportato dal Tomasini nei suoi Annales, secondo cui nell’anno 1400, Antonio Correr e Gabriele Condulmer, suo cugino, rinunciarono alle ricchezze delle loro famiglie e agli agi della vita veneziana per dedicarsi a una vita devota (cfr. Tomasini, 1642, pp. 1-4). Il Tomasini indica, però, Antonio Correr come il vero fondatore dei canonici di San Giorgio in Alga. Gli storici contemporanei non sono d’accordo su questo punto, e ancora oggi le origini dei canonici secolari di San Giorgio in Alga non sono ben chiare.

Per chi volesse approfondire l’argomento dei canonici secolari dell’isola di San Giorgio in Alga, consiglio il breve saggio «Angelica Societas»: alle origini dei canonici secolari di San Giorgio in Alga di Giorgio Cracco (1989, pp. 91-112). 

 

Gabriele Condulmer (1383 circa -1447)

Gabriele Condulmer (1383 circa -1447)

 

Differenza tra CANONICI E MONACI
La parola monasterium fa venire in mente subito i monaci. In realtà esiste una differenza abissale tra monaci e canonici, … i monaci sono gli uomini del deserto, dell’isolamento, del desiderio di Dio; sono, anzi, spesso «uomini di Dio», dislocati anche materialmente e perfino polemicamente lontano dalla Chiesa e dalle comunità cristiane … I canonici, invece, sono uomini di Chiesa, addetti al ministero e alla comunità, votati al servizio delle anime (e perciò detti anche «servi di Dio»): non per nulla sono chierici, anzi preti, viventi in mezzo ai fedeli, nel cuore stesso delle Chiese.

( Cracco, 1989, p. 91)

La sua originalità stava nella sintesi della vita devota, umile e solitaria, unita alla solennità della vita corale, l’ufficiatura, la liturgia; l’umiltà di una vita nascosta e semplice, con una nobiltà di contegno c di mentalità che riteneva molto dell’ambiente patrizio e signorile, dal quale provenivano i fondatori; ravvicinamento dell’ideale classico di vita comune per chierici secolari, con il rigore della disciplina claustrale più perfetta; la mancanza dei voti religiosi con la più esigente vita comune …

(Tassi, 1952, p. 21) 

Lorenzo Giustiniani e la conciliazione degli studi umanistici con i principi religiosi cristiani …
All’inizio del 1400, l’sola era quindi abitata da molti nobili veneziani e possedeva una preziosa e vasta biblioteca, divenendo il centro di una importante esperienza religiosa. Ebbe inizio allora la storia dei Canonici di San Giorgio in Alga, anche detti “Turchini” per il colore della veste che indossavano, strettamente collegata alla mitica figura Lorenzo Giustiniani. Nel 1433 Giustiniani fu ordinato vescovo di San Pietro di Castello, nel 1451 divenne primo patriarca di Venezia. Dal 1471 viene avviato il processo di beatificazione che si conclude nel 1524.

nel 1477 Sisto IV fece iniziare, ad istanza della Repubblica, il processo per la canonizzazione di Lorenzo ; ma i tempi burrascosi interruppero queste cure. Leone X nel 1519 lo fece ripigliare, riconoscendolo tra’ Beati. Clemente VII avrebbe conceduto e Clemente Vili confermato che la Congregazione di S. Giorgio in Alga della quale il Giustiniani era stato alunno, sagrificasse in onore di lui. Paolo V le permise di commemorarlo una volta alla settimana nelle preci di rito. Innocenzo X nel 1647 fece proseguire, ad istanza del Senato, la causa per la santificazione. Fu questa pronunciata nel 1690 da Alessandro Vili (Ottoboni), che assecondò volentieri la istanza della Re*- pubblica, e celebrata a Venezia con grande pompa e allegrezza

(Memorie venete nei monumenti di Roma, in Archivio Veneto, Anno XIV, Tomo XXVII – Parte I, Venezia, 1884, p. 396)

Lorenzo Giustiniani si ritirava nell’isola nel 1404, ma aveva già fatto esperienza di ritiro spirituale nella casa di Angelo Correr (futuro papa Gregorio XII) e nella badia di San Nicolò di Lido. Secondo Tassi fu proprio Angelo Correr l’ispiratore di questa nuova congregazione: “il suo contributo all’origine del movimento deve essere stato grande, come ispiratore, come legislatore e come esempio di vita sacerdotale integra e virtuosa ai suoi nepoti. Egli, osservando la vita devota dei nepoti, li spinse alla vita comune e diede loro i principi con i quali unirsi” (Tassi, 1952, p. 22).

Tra le numerose proprietà della congregazione alghense, vi era anche il complesso religioso, costituito dal Monastero e dalla chiesa di San Cristoforo, ossia la Madonna dell’Orto. Per la chiesa della Madonna dell’Orto, i canonici alghensi commissionarono a Tintoretto la celebre “Presentazione al Tempio di Maria”. 

 

Isola di San Giorgio in Alga - Isolario del Coronelli del 1696

Isola di San Giorgio in Alga – Isolario del Coronelli del 1696

La Congregazione di San Giorgio in Alga fu soppressa da Clemente IX nel dicembre 1668. In quell’anno, infatti, per recuperare denaro per la guerra contro i turchi, il papa emise il Breve Papale “Agri Dominici Curae”, con cui venivano soppresse molte congregazioni secolari, con l’accusa di aver perduto l’originario vigore e spirito religioso e di conseguenza di non servire più alla Chiesa di Dio. I beni dei canonici di San Giorgio in Alga furono devoluti alla Repubblica di Venezia, per sostenere le spese di guerra contro i Turchi. L’isola fu acquistata dai monaci di San Francesco di Paola detti Minimi che nel 1690 la vendettero ai Carmelitani Scalzi.

Opere d’arte perdute

Il monastero e la chiesa di san Giorgio in Alga erano arricchite da molte opere pittoriche e scultoree, purtroppo andate perdute nel tremendo incendio del 1717, e ciò che rimase fu depredato nei secoli XIX e XX.  Così la descrive Pacifico qualche decennio prima del fatidico incendio.

Vi è di pitture la palla di S. Catterina, con quattro Santi in 4. nicchi à guazzo dipinta da Francesco de’Franceschi, e i Vivarini lavorarono quella di San Pietro e S. Paolo, con quella di San Marco . Quella dell’Altar grande con San Giorgio copioso di figure è opera d’eccellente pittore. E nella Sacrestia Pastori , che adorano N. S. nascente,  è opera di Gio: Battista da Conegliano . Essendo stata questa Religione soppressa fu data quest’isola ai Padri di S. Francesco di Paola ; ma essendo questi miserabili è assai deteriorata come pure la chiesa , & il monastero , che si rende cadente , & il mare và corrodendo in un cantone .

(Pacifico, 1697, pp. 410-411)

Alcuni decenni fa, il muro perimetrale era decorato da un bassorilievo: S. Giorgio che uccide il drago (1522). L’opera fu rubata ma poi recuperata in un rio, ed è ora conservata alla Ca’ d’Oro.

L’isola di San Giorgio in Alga dal ‘700 ai giorni nostri

Nel 1717 la chiesa e il convento furono devastati da un grande incendio; si persero così una ricchissima biblioteca e alcuni celebri quadri: una “Natività” di Cima da Conegliano, una tavola del Vivarini e un quadro del Veronese.

Nei tempi dei Canonici della Congregazione di S. Giorgio , del cui ordine fu S. Lorenzo Giustiniano primo Patriarca di Vinegia, questo luogo era molto ben tenuto, di belle fabbriche ornato, ce ricco di un’ ottima Libreria. Vi erano anche alcune Pitture di mano maestra ; ma quelle insieme con tutto il resto furono arse dall’ incendio accennato…

(Albrizzi, 1740, p. 293)

 

Francesco Tironi, Antonio Sandi, San Giorgio in Alga, 1780

Francesco Tironi, Antonio Sandi, San Giorgio in Alga, 1780

 Nel 1799 l’isola fu utilizzata come carcere politico e nel 1806, con le soppressioni napoleoniche, la chiesa fu distrutta e il convento usato come deposito per le polveri. L’isola continuò ad essere deposito militare ed a ospitare una batteria antiaerea anche nell’ultima guerra mondiale.

Nel 1961 San Giorgio in Alga faceva parte dei beni del Patriarcato di Venezia, che la cedette nel 1973 al Comune di Venezia.

San Giorgio in Alga e il cinema

Durante i titoli iniziali del film Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova del 1969, una gondola attraversa la laguna e approda nell’isola di San Giorgio in Alga, in una cavana diroccata.

 

Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova (1969) Fotogramma Isola San Giorgio in Alga

Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova (1969) Fotogramma Isola San Giorgio in Alga

Il film Yuppi du del 1974 inizia con una scena molto particolare: il protagonista del film, Adriano Celentano esce dalla stessa cavana, remando alla valesana, con una barca che affonda.

 

Yuppi du (1974) Isola di San Giorgio in Alga

Yuppi du (1974) Isola di San Giorgio in Alga

’Dalle immagini dei film, si evince che l’isola, tra la fine degli anni sessanta e gli inizi degli anni settanta, era già in un profondo stato di abbandono e degrado. 

Il futuro dell’isola di San Giorgio in Alga

Per l’isola è previsto da anni un progetto di recupero e riqualificazione, rispettando ciò che rimane degli antichi fasti architettonici, con la creazione di un centro studi sull’ambiente lagunare. Il refettorio dell’antico convento dovrebbe essere riconvertito in un Auditorium. Come al solito mancano la volontà e il denaro per poter realizzare queste opere.

Un video del 2013 di SELINA ZAMPEDRI mostra le condizioni in cui versa l’isola. 

Il suicidio della nobildonna rinchiusa nel monastero di San Giorgio in Alga e il tesoro dei Templari

L’aura religiosa dell’isola nel seicento fu offuscata da un misterioso e terribile episodio. Una donna, che era rimasta prigioniera dei frati per anni, tentò la fuga gettandosi da una finestra, ma rimase incastrata nel fondo fangoso della laguna. La donna, incapace di liberarsi dalla stretta del fango, all’arrivo dell’alta marea morì annegata.

Secondo gli antichi racconti, la nobildonna veneziana era stata accusata di pazzia e relegata nell’isola dal ricco marito che, in realtà, le aveva preferito una donna più giovane. I frati camaldolesi, in cambio di una notevole somma, avevano acconsentito a tenere la donna relegata in una delle loro celle. Le cronache raccontano che i frati videro la donna intrappolata nel fango ma la lasciarono perire.

 

Frontespizio - Tomasini, Annales Canonicorum Secularium S. Georgii in Alga

Frontespizio – Tomasini, Annales Canonicorum Secularium S. Georgii in Alga

 

Un’antica leggenda narra che i Templari, prima di essere sciolti nel 1312, arrivarono a Venezia con le loro navi. Jean de la Fiandre arrivò a Venezia con molti sacchi di pelle, colmi del tesoro sottratto dal tempio di San Giovanni d’Acri. Impossibilitato dagli avvenimenti a proseguire il viaggio con il tesoro, Jean lo fece sotterrare nell’isola di San Giorgio in Alga. In seguito Jean morì in battaglia, portando nella tomba il segreto del luogo dov’era nascosto il tesoro d’Acri. Del tesoro in seguito non si ebbe più notizia. Forse fu trovato dai frati che abitavano l’isola o forse è ancora nascosto sotto il suolo fangoso dell’isola (cfr. A. Pattacini, Misteri, crimini e storie insolite di Venezia, Roma, 2013; G. Fuga e L. Vianello, Corto sconto, Roma, 1997).

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
  • 1642 – F. Tomasini, Annales Canonicorum Secularium S. Georgii in Alga, Udine;
  • 1697 – P. A. Pacifico, Cronica Venteta, overo succinto racconto di tutte le cose più cospicue e antiche della città di Venetia, Venezia;
  • 1740 – G.A. Albrizzi, Forestiere illuminato intorno le cose piu rare, e curiose, antiche, e moderne della citta di Venezia, Venezia;
  • 1758 – F. Corner, Notizie storiche delle chiese e monasteri di Venezia e di Torcello, Venezia;
  • 1930 – R. Bratti, Isole di Venezia, Venezia;
  • 1952 – Di I. Tassi, Ludovico Barbo (1381-1443), Roma;
  • 1975 – G. Piamonte, Litorale ed isole. Guida della laguna veneta, Venezia;
  • 1981 – Le isole della laguna di Venezia dalle incisioni del 700, a cura di U. Fugagnollo, Venezia;
  • 1987 – G. Spinelli, I primi insediamenti monastici lagunari nel contesto della storia politica e religiosa veneziana, in Le Origini della Chiesa di Venezia, a cura di F. Tonon, Venezia;
  • 1988 – G. Berengo Gardin, Le Isole della Laguna di Venezia. Un universo inesplorato, Venezia;
  • 1989 – G. Cracco, «Angelica Societas»: alle origini dei canonici secolari di San Giorgio in Alga, in La Chiesa di Venezia tra Medioevo ed età Moderna, a cura di G. Vian, Venezia:
  • 2003 – W. Dorigo, Venezia Romanica. La formazione della città medioevale fino all’età gotica, Vol. I, Sommacampagna;
  • 2007 – Isole della laguna di Venezia. Guida aerofotografica, Ferrara;
  • 2008 – G. Crovato e M. Crovato, Isole abbandonate della laguna veneziana, Venezia;
  • 2008 – L. De Rossi, San Giorgio in Alga, cenobio di Lorenzo Giustiniani, in Arte Documento, n. 24;
Autore articolo: Alessandro Bullo
Autore articolo: Alessandro Bullo
 Alessandro Bullo è laureato in lettere con indirizzo artistico (Tesi di Laurea: “La scultura del XVI secolo nella Chiesa dei SS. Giovanni e Paolo”), vive e lavora a Venezia. Due grandi passioni: VENEZIA, sua città natale, e il cinema NOIR americano