Tintoretto, il soffitto della Sala dell’Albergo della Scuola di San Rocco

Tintoretto, il soffitto della Sala dell’Albergo della Scuola di San Rocco

Autore: Jacopo Tintoretto

Titolo: Soffitto Sala dell’Albergo – Figure allegoriche

Datazione: 1564-1565

Collocazione: Scuola di San Rocco (Sala dell’Albergo)

Tecnica esecutiva: olio su tela

 

Tintoretto, Decorazione pittorica del soffitto dell'Albergo (Scuola di San Rocco)

Tintoretto, Decorazione pittorica del soffitto dell’Albergo (Scuola di San Rocco)

La Sala dell’Albergo era molto importante, essendo destinata alle riunioni della Confraternita. La decisione di decorarne le pareti e il soffitto con delle tele fu decisa dai Consiglieri di Banca e Zonta, il 22 maggio del 1564 . 

La struttura lignea del soffitto risale però al 1544. Il lavoro fu affidato a Rocho de Bortolamio e Antonio de Zuane, che si occuparono dell’acquisto del legname, dell’esecuzione e della messa in opera dell’intero soffitto ligneo. La rifinitura, ossia la gessatura, la doratura e la dipintura delle grottesche, risale, invece, all’anno 1564. Lo stesso anno fu bandito un concorso per la realizzazione di un ciclo pittorico, cui parteciparono Giuseppe Salviati, Federico Zuccari, Paolo Veronese e Jacopo Tintoretto. Mentre gli altri pittori esibirono solo dei bozzetti, come richiesto dal bando, Tintoretto donò alla scuola l’ovale con il San Rocco in gloria già terminato, vincendo così il concorso (cfr. l’articolo dedicato a San Rocco in gloria). Tra l’estate del 1564 e i primi mesi del 1565, Tintoretto completò gratuitamente la decorazione dell’intero  soffitto, come risulta da un documento dei Libri Mastri della Scuola (cfr. Rossi, 1982, p. 188).

Descrizione e interpretazione iconografica del soffitto della Sala dell’Albergo

Non esistono documenti che provino l’esistenza di un programma iconografico ben preciso. Sicuramente, a Tintoretto fu chiesto di celebrare i valori su cui si fondava la Scuola di San Rocco, e il tema iconografico potrebbe essere collegato alla prima Epistola ai Corinzi, e quindi una meditazione sulla carità cristiana.

Il collegamento principale, tra le tele del soffitto (San Rocco) e quelle alle pareti (storie di Cristo) è stato trovato nella relazione esistente tra il Cristo crocifisso, l’Allegoria della Misericordia e San Rocco in gloria: san Rocco arriva in cielo, al cospetto di Dio, attraverso la misericordia dimostrata in vita e soprattutto grazie alla imitatio Christi e al sacrificio di Cristo sulla croce: “Nessuno può arrivare al Padre se non attraverso me” (cfr. Zenkert, 2008, pp. 95-96; Zenkert aveva già ampiamente trattato l’argomento nel suo volume del 2003, cfr. p.26).

Oltre al celebre ovale centrale, con San Rocco in gloria, lo stupendo soffitto in legno è decorato da altre sedici tele, che corrono lungo il perimetro della sala. Agli angoli del soffitto, entro delle cornici circolari, si vedono quattro putti, attorniati dalla vegetazione tipica delle diverse stagioni dell’anno: Inverno, Primavera, Autunno, Estate.

Programma iconografico del soffitto dell’Albergo
Decorazione pittorica del soffitto della Sala Dell'Albergo di San Rocco

Decorazione pittorica del soffitto della Sala Dell’Albergo di San Rocco

 

  1. Primavera
  2. Allegoria della Scuola di S. Marco
  3. Allegoria della Scuola Grande della Misericordia
  4. Allegoria della Scuola di S. Giovanni Evangelista
  5. Estate
  6. Religione (Fede)
  7. Allegoria della Scuola di S. Teodoro
  8. Bontà
  9. Autunno
  10. Figura femminile in volo (Pazienza)
  11. Felicità
  12. Figura femminile in volo (Umiltà)
  13. Inverno
  14. Liberalità
  15. Allegoria della Scuola della Carità
  16. Verità

Durante il recente restauro del 2010, sulle parti nascoste delle tele, sono state trovate alcune scritte autografe del Tintoretto, che hanno permesso di identificare con sicurezza alcune delle figure allegoriche. Altre figure, prive di attributi, Bontà, Felicità e Verità, sono state, invece, identificate grazie ai disegni autografi del Tintoretto che si conservano agli Uffizi.

SOPRA IL DIPINTO DELLA CROCIFISSIONE

L’Allegoria della Scuola Grande della Misericordia si trova sopra la parete della Crocifissione. Una giovane Madonna, tra cherubini e rami di ulivo, abbraccia tre confratelli. Il medaglione, indossato dalla Madonna, mostra Gesù bambino che tiene il globo nella mano sinistra e benedice con la destra. Sulla manica del confratello a destra è dipinta la croce gigliata, simbolo dell’ordine domenicano. Ai lati della tela, sono collocati gli evangelisti Giovanni (Allegoria della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista con l’aquila – sinistra) e Marco (Allegoria della Scuola Grande di San Marco con il leone – destra), che guardano la Vergine.

 

Tintoretto, Allegoria della Scuola Grande della Misericordia

Tintoretto, Allegoria della Scuola Grande della Misericordia

SOPRA IL PORTALE DI INGRESSO DELLA SALA

La Felicità si trova, invece sopra l’ingresso della sala. Ha il capo cinto di rose e con la mano sinistra reca tre corone di alloro. Ai lati, sono raffigurate due figure femminili in volo che si rivolgono a lei a mani giunte. Si ritiene che si tratti delle allegorie della Pazienza e dell’Umiltà. Le due figure, infatti, sarebbero collegate alle corrispondenti tele delle pareti: la Salita al Calvario e Cristo davanti a Pilato.

 

Tintoretto, Allegoria della Felicità

Tintoretto, Allegoria della Felicità

LATO NORD DEL SOFFITTO

L’Allegoria della confraternita di San Teodoro è collocata sul lato nord del soffitto: l’antico patrono di Venezia è un giovane guerriero con il gonfalone della confraternita, sdraiato sul fianco. Ai suoi lati, la Religione (a sinistra), che è stata identificata grazie al calice nella mano sinistra e la scritta sul bordo della tela, e la Bontà con le mani giunte e un libro aperto tra le gambe (a destra).

 

Tintoretto, Allegoria della confraternita di San Teodoro

Tintoretto, Allegoria della confraternita di San Teodoro

LATO SUD DEL SOFFITTO

l’Allegoria della Scuola Grande della Carità, al centro del lato sud del soffitto, è una giovane donna in volo con in braccio due bambini. Ai suoi lati, la Liberalità le si avvicina in volo con le braccia aperte, con una veste rossa e una cintura bianca (è priva di attributi ma è stata identifica grazie ad una scritta autografa, trovata sul bordo della tela), la Verità “svela” il proprio seno (scritta sul bordo della tela).

 

Tintoretto, Allegoria della Scuola Grande della Carità

Tintoretto, Allegoria della Scuola Grande della Carità

Stile e qualità pittorica del soffitto della Sala dell’Albergo

La decorazione del soffitto nel suo complesso segue la “tradizione prospettico-illusionistica inaugurata dal Vasari a Palazzo Corner Spinelli (1542) e accolta dal Veronese a San Sebastiano” (Rossi, 1982, p. 189). 

Il soffitto, dipinto da Giorgio Vasari per una sala di Palazzo Corner Spinelli sul Canal Grande, nel 1542, era considerato un’opera innovativa e “moderna”, e nel soffitto di San Rocco “le figure allegoriche echeggiano le stesse impostazioni, la medesima ricercata monumentalità, gli stessi audaci sottinsù e la medesima volontà illusionistica” (Fumo, 2010, p. 33).

Evidente, nel San Marco e nel San Giovanni dipinti dal Tintoretto, il richiamo agli Evangelisti del soffitto di Paolo Veronese a San Sebastiano. Le allegorie della Felicità e della Fede, invece, sembrano derivare dall’immagine vasariana della Pazienza del soffitto del Palazzo Corner Spinelli. Tintoretto alterna le figure allegoriche a due a due, in modo che i gesti e movimenti si contrappongano in una specie di danza. I corpi si muovono con leggerezza nello spazio angusto delle cornici, come se potessero uscirne con facilità. Tintoretto sfrutta al meglio lo spazio compresso dei riquadri e degli ovali, fornendo un’ulteriore prova della sua capacità di assimilare ed elaborare in modo del tutto personale le esperienze manieristiche con cui veniva in contatto. 

Tra le pareti e il soffitto, corre un fregio con putti danzanti, che sostengono ghirlande di frutta e fiori, e stemmi appartenenti alle confraternite veneziane. Nel 1905, durante un restauro, fu trovato, ripiegato dietro il telaio, un frammento del fregio con tre mele di rosso carminio tra foglie verdi. Il fregio è ora esposto su un bancone e mostra i colori squillanti originali usati dal Tintoretto nel ‘500. Importantissimo quindi per rendersi conto dei veri colori usati dal maestro veneziano. 

BIBLIOGRAFIA

  • 1568 – G. Vasari, Le vite de’più eccellenti pittori scultori ed architettori, ed. Milanesi, 1906, VI;
  • 1584 – R. Borghini, Il Riposo, Firenze
  • 1648 – C. Ridolfi, Le meraviglie dell’arte …, vol. II, Padova (1837); 
  • 1657 – F. Scannelli, Il microcosmo della pittura, Cesena; 
  • 1664 – M. Boschini, Le minere della pittura, Venezia;
  • 1771 – A. M. Zanetti, Della pittura veneziana e delle opere pubbliche dei veneziani maestri, Venezia;
  • 1815 – G. Moschini, Guida alla città di Venezia all’amico delle belle arti, Vol. II, Venezia;
  • 1893 – P. Paoletti, L’architettura e la scultura del Rinascimento in Venezia, Venezia;
  • 1920 – R. Berliner, Forschungen ùber die Tatigkeit Tintorettos in der Scuola di San Rocco, in “Kunstchronik und Kunstmarkt”, XXXI (1920);
  • 1923 – E. von der Bercken – A.L. Mayer, Jacopo Tintoretto, 2 voll., Munchen;
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  • 1926 – G. Lorenzetti, Venezia e il suo estuario. Guida storico artistica, Trieste (1987);
  • 1937 – R. Pallucchini, Tintoretto a San Rocco, Venezia;
  • 1960 – C. de Tolnay, L’interpretazione dei cicli pittorici del Tintoretto nella Scuola di San Rocco,
    in “Critica d’arte”, VII/41, 1960, p. 341-376;
  • 1968 – J. Schulz, Venetian painted ceilings of the Renaissance, Berkeley-Los Angeles; 
  • 1970L’opera completa del Tintoretto, Classici dell’Arte Rizzoli, a cura di C. Bernari e P. de Vecchi, Milano;
  • 1982 – R. Pallucchini, P. Rossi, Tintoretto, l’opera sacra e profana, 2 voll., Milano;
  • 1994Tintoretto. La Scuola Grande di San Rocco, a cura di G. Romanelli, Milano;
  • 1995 – A. Gallo, Retorica tintorettiana, in Venezia Cinquecento. Studi di Storia dell’Arte e della Cultura, Anno V n. 9, gennaio-giugno 1995;
  • 2003 – A. Zenkert, Tintoretto in der Scuola di San Rocco, Tubingen;
  • 2008 – A. Zenkert, Tintoretto alla Scuola Grande di San Rocco, in La Scuola Grande di San Rocco a Venezia, a cura di F. Posocco e S. Settis, Modena;
  • 2009La Scuola Grande di San Rocco e la sua chiesa, a cura di M. A. Chiari e M. Wiel, Venezia;
  • 2010 – G. Fumo, Il soffitto della Sala dell’Albergo, in Tintoretto svelato. Il soffitto della Sala dell’Albergo nella Scuola Grande di San Rocco, a cura di G. Fumo e D. Chinellato, Milano;
  • 2011 – G. Romanelli, La luce e le tenebre. Tintoretto alla Scuola Grande di San Rocco, Venezia;
  • 2012 – E. Brunet, La Bibbia secondo Tintoretto, Venezia;
  • 2015 – C. Romanelli, Tintoretto a San Rocco, Venezia;

Autore articolo: Alessandro Bullo
Autore articolo: Alessandro Bullo
 Alessandro Bullo è laureato in lettere con indirizzo artistico (Tesi di Laurea: “La scultura del XVI secolo nella Chiesa dei SS. Giovanni e Paolo”), vive e lavora a Venezia. Due grandi passioni: VENEZIA, sua città natale, e il cinema NOIR americano



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