Tintoretto, San Rocco in Gloria (Scuola di San Rocco)

Tintoretto, San Rocco in Gloria (Scuola di San Rocco)

Autore: Jacopo Tintoretto

Titolo: San Rocco in Gloria (Transito di San Rocco)

Datazione: 1564

Collocazione: Scuola di San Rocco (Sala dell’Albergo – comparto centrale del soffitto)

Tecnica esecutiva: olio su tela

Dimensioni: 240×360

 

Tintoretto, San Rocco in gloria (Scuola di San Rocco - Venezia)

Tintoretto, San Rocco in gloria (Scuola di San Rocco – Venezia)

La Sala dell’Albergo era destinata alle riunioni della Confraternita. San Rocco in gloria è la prima opera dipinta dal Tintoretto per la Scuola. Fu presentata dal pittore al concorso, bandito dalla scuola nel 1564.

Celebre è il racconto vasariano di come Tintoretto riuscì a vincere la gara. Vasari cita, tra i candidati, Federico Zuccari, Paolo Veronese e Giuseppe Porta detto Salviati. Jacopo, invece di presentare un bozzetto come gli altri, si introdusse di notte nella scuola e collocò sul soffitto la tela completata.

Tintoretto, tolta la misura della grandezza che aveva ad essere l’opera, e tirata una gran tela, la dipinse, senza che altro se ne sapesse, con la solita sua prestezza, e la pose dove aveva da stare. Onde ragunatasi una mattina la Compagnia per vedere i detti disegni e risolversi, trovarono il Tintoretto avere finita l’opera del tutto e postala al luogo suo. Perchè adirandosi con esso lui, e dicendo che avevano chiesto disegni e non datogli a far l’opera; rispose loro, che quello era il suo modo di disegnare, che non sapeva far altrimenti, e che i disegni e modelli dell’ opere avevano a essere a quel modo per non ingannare nessuno; e finalmente, che se non volevano pagargli l’opera e le sue fatiche, che le donava loro; e cosi dicendo, ancor che avesse molte contrarietà, fece tanto, che l’opera è ancora nel medesimo luogo.

(Vasari, 1568, ed. Milanesi, 1906, VI, p. 594)

Tintoretto, sapendo che un dono al patrono della Confraternita non poteva essere rifiutato, dichiarò che il dipinto era un suo dono per la Scuola. Con questo gesto (astutamente calcolato), Tintoretto riuscì ad aggiudicarsi la commissione della decorazione di tutta la sala. L’episodio divenne talmente famoso che venne citato anche al di fuori dei confini veneti: Scannelli, nel suo Il microcosmo della pittura (1657, p. 252). 

Descrizione e interpretazione iconografica del San Rocco in Gloria

Il dipinto raffigura l’apoteosi del santo protettore della Scuola. San Rocco è raffigurato, in piedi sull’orlo del dipinto, con un arditissimo scorcio prospettico del sottinsù, che deve molto al Mantegna della Camera degli sposi. San Rocco indossa ancora i suoi abiti da pellegrino, ma ha già consegnato il suo bastone (bordone) all’angelo a destra, e non ostenta più il bubbone della peste.

Antonio Manno puntualizza come il soggetto del quadro sia particolarmente delicato per il periodo in cui fu dipinto. Martin Lutero, nella sua “Epistola sull’arte del tradurre e sulla intercessione dei santi” (1530), aveva infatti criticato l’intercessione e la divinizzazione dei Santi. In contrasto con queste tesi, San Rocco è raffigurato alla fine della sua esistenza, circondato dai cori angelici e beatificato dall’arrivo del Padre Eterno (cfr. Manno, 2015, p. 20).

Stile e qualità pittorica del San Rocco in Gloria

Tintoretto voleva a tutti i costi vincere il concorso bandito dalla scuola di San Rocco. Per far questo, era ben conscio di dover venire a compromessi con la sua arte. Per questo l’ovale che decora il soffitto della Sala dell’Albergo riecheggia, sia nell’uso di colori smaglianti, nella posizione del santo, e anche nello sviluppo spaziale, la parte superiore dell’Assunta di Tiziano ai Frari (cfr. Nichols 1999. p. 158). Tintoretto si era anche accorto delle potenzialità della pittura illusionistica dei soffitti, espressa genialmente a Venezia da Paolo Veronese (Chiesa di San Sebastiano).

Allo stesso tempo, Tintoretto non risparmiò neppure sul costo dei colori. Il San Rocco in gloria è “una ‘fiammata’ di colori con, predominanti, oltremare della miglior qualità, e lacche viola e cremisi brillantissime” (Plesters –  Lazzarini, 1996, p. 276).

Il pittore veneziano mostra di sapere, non solo reggere il confronto con Tiziano, Veronese e il Salviati (cfr. Pallucchini, 1982, p. 71), ma anche di far suo il loro stile. Lo spettatore rimane ammirato di fronte alla figura del santo, figura umile e al tempo stesso eroica, che si erge in bilico tra il cielo e la terra, sottolineando la sua funzione di intermediario tra i due mondi, quello celeste e quello terreno.  

BIBLIOGRAFIA

  • 1568 – G. Vasari, Le vite de’più eccellenti pittori scultori ed architettori, ed. Milanesi, 1906, VI;
  • 1584 – R. Borghini, Il Riposo, Firenze
  • 1648 – C. Ridolfi, Le meraviglie dell’arte …, vol. II, Padova (1837); 
  • 1657 – F. Scannelli, Il microcosmo della pittura, Cesena; 
  • 1664 – M. Boschini, Le minere della pittura, Venezia;
  • 1674 – Scaramuccia, Le finezze de pennelli italiani, Pavia;
  • 1771 – A. M. Zanetti, Della pittura veneziana e delle opere pubbliche dei veneziani maestri, Venezia;
  • 1815 – G. Moschini, Guida alla città di Venezia all’amico delle belle arti, Vol. II, Venezia;
  • 1923 – E. von der Bercken – A.L. Mayer, Jacopo Tintoretto, 2 voll., Munchen;
  • 1925 – M. Pittaluga, Il Tintoretto, Bologna;
  • 1926 – G. Lorenzetti, Venezia e il suo estuario. Guida storico artistica, Trieste (1987);
  • 1929 – A. Venturi, La Pittura del Cinquecento, Storia dell’Arte Italiana, vol. IX, Parte IV, Milano, pp. 403-651;
  • 1937 – R. Pallucchini, Tintoretto a San Rocco, Venezia;
  • 1944 – L. Coletti, Il Tintoretto, Bergamo;
  • 1948 – H. Tietze, Tintoretto The paintings and drawings, London;
  • 1963 –  O. Benesch, A study for the Scuola di San Rocco by Tintoretto, in Master Drawings, I (1963), 3, pp. 29-30; 
  • 1968 – J. Schulz, Venetian painted ceilings of the Renaissance, Berkeley-Los Angeles; 
  • 1969 – A. Pallucchini, Tintoretto, Firenze: 
  • 1970L’opera completa del Tintoretto, Classici dell’Arte Rizzoli, a cura di C. Bernari e P. de Vecchi, Milano;
  • 1982 – R. Pallucchini, P. Rossi, Tintoretto, l’opera sacra e profana, 2 voll., Milano;
  • 1985 – T. Pignatti – F. Valcanover, Tintoretto, Milano; 
  • 1992 – S. Zuffi, Tintoretto, Milano; 
  • 1994Tintoretto. La Scuola Grande di San Rocco, a cura di G. Romanelli, Milano;
  • 1994 – F. Benvenuti, Tinctoretus Pictor Venetus, uomo contro, in Arte Documento, n. 8; 
  • 1994 – P. Rossi, Tintoretto, Monografia “Art e Dossier”, Editore Giunti, Firenze;
  • 1996 – J. Plesters – L. Lazzarini, I materiali e la tecnica del Tintoretto della Scuola di San Rocco, in Jacopo Tintoretto nel quarto centenario della morte, a cura di Paola Rossi e Lionello Puppi, Padova;  
  • 1999  – T. Nichols, Tintoretto. Tradition and identity, London;
  • 2000 – R. Krischel, Jacopo Robusti detto Tintoretto 1519-1594, Colonia;
  • 2002 – Sergio Marinelli, All’esordio di Jacopo Tintoretto, in “Arte Veneta”, a. 59, 2002, pp. 117-123;
  • 2004 – Tintoretto La vita e l’arte i capolavori, a cura di F. Marini, Milano;
  • 2006 – A. Gentili, Tintoretto. I temi religiosi, Monografia “Art e Dossier”, Editore Giunti, Firenze; 
  • 2008La Scuola Grande di San Rocco a Venezia, a cura di F. Posocco e S. Settis, Modena;
  • 2009La Scuola Grande di San Rocco e la sua chiesa, a cura di M. A. Chiari e M. Wiel, Venezia;
  • 2010Tintoretto svelato. Il soffitto della Sala dell’Albergo nella Scuola Grande di San Rocco, a cura di G. Fumo e D. Chinellato, Milano;
  • 2011 – G. Romanelli, La luce e le tenebre. Tintoretto alla Scuola Grande di San Rocco, Venezia;
  • 2012 – E. Brunet, La Bibbia secondo Tintoretto, Venezia;
  • 2014 – G. Poldi, Gli azzurri perduti nei dipinti di Tintoretto. Rivedere le cromie grazie alle analisi scientifiche, in La Crocifissione di Tintoretto. L’intervento sul dipinto dei Musei Civici di Padova, Atti della giornata di studi (Venaria Reale, 11 ottobre 2012) a cura di S. Abram, Torino; 
  • 2015 – A. Manno, San Rocco, Venezia e la peste, Venezia;
  • 2015 – C. Romanelli, Tintoretto a San Rocco, Venezia;

Autore articolo: Alessandro Bullo
Autore articolo: Alessandro Bullo
 Alessandro Bullo è laureato in lettere con indirizzo artistico (Tesi di Laurea: “La scultura del XVI secolo nella Chiesa dei SS. Giovanni e Paolo”), vive e lavora a Venezia. Due grandi passioni: VENEZIA, sua città natale, e il cinema NOIR americano


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  1. Tintoretto, La Crocifissione (Scuola Grande di San Rocco) - […] fu il Vasari (1568) che, però, vi accenna appena, preferendo soffermarsi sull’ovale con il San Rocco in gloria che decora…

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